Vieste sul Gargano: vieni a ballare in Puglia!

il faro di vieste

La Puglia: terra di magnifici paesaggi marini e di radicate tradizioni popolari! Che si parli del “settentrionale” Gargano o del “meridionale” Salento, la Regione è un proliferare di colore, in riferimento non solo alle sue bellezze naturali e artistiche, ma anche ai caratteri della sua gente e alle specialità gastronomiche.
Quest’oggi abbiamo deciso di parlare di Vieste, il comune più orientale del promontorio del Gargano e magnificamente immerso nel suo Parco Nazionale.

Come appare dal mare?

pizzomunno dal castello

L’immagine iniziale più appropriata è sicuramente quella che se ne ha dal mare guardando verso il porto: qui, sullo scoglio di Santa Eufemia, si slancia verso l’alto il maestoso faro, guida sicura per chiunque navighi le acque del basso Adriatico. Un tempo governato dal guardiano, oggi la sua lanterna s’illumina mediante un sofisticato controllo a distanza, che tuttavia non va a deturpare il fascino di questo simbolo della città.
Appena dietro si comincia a distinguere un primo nucleo di case bianche, dominate dal baroccheggiante campanile della Cattedrale.
Di tanto in tanto si sporge verso lo specchio d’acqua un solitario trabucco, “incerta” struttura lignea usata fin dall’antichità per la pesca, grazie all’ancoraggio ad essa di una grossa rete a bilancia da calare in mare per poi nuovamente issarla carica di pesce.
Costeggiando la città in barca, basterà superare la Punta di S.Francesco per accogliere la magnifica visione del Pizzomunno, altissimo monolite in pietra calcarea dal fascino leggendario: si narra infatti che esso non sia altri che un giovane innamorato pietrificato dal dolore per la scomparsa della sua amata, rapita dalle invidiose sirene.  Pare inoltre che percorrendo tutto intorno il suo perimetro esprimendo un desiderio, questo si possa avverare.

Architello

Poco distante è l’Architello, curioso fenomeno d’erosione marina.
Di molte altre cave e forme strane sono responsabili l’azione erosiva dell’acqua e del vento: e così nei costoni rocciosi sarà possibile avvistare di volta in volta un profilo, una strega, un cuore, il volto di un alieno o addirittura Padre Pio (da Vieste a Pugnochiuso).
La stessa stazione balneare di Pugnochiuso (oggi di proprietà della Marcegaglia) è anticipata dall’impronta su una roccia di una mano chiusa a pugno.
In alcune grotte, sarà possibile accedervi con la barca: è il caso della Grotta delle due stanze o della Grotta dei Sogni.
Scenari davvero imperdibili sono poi quello della Baia dei Gabbiani a Vignanotica e della Baia delle Zagare: la spiaggia è qui orlata da splendidi faraglioni di calcare bianco a strapiombo ed il mare è quieto e cristallino.

grotta in barca

Come appare il centro storico?

E’ un tipico borghetto medievale, dunque caratterizzato da strade strette e scalinate. Numerosi sono i negozi di artigianato e di specialità gastronomiche.
Oltre la Cattedrale, esempio di romanico pugliese, altro edificio d’interesse è il Castello: di struttura triangolare a strapiombo sul mare, si distingue dal contesto per il suo colore bruno e gli imponenti bastioni.
In prossimità di queste costruzione è poi la Porta ad Alt, monumentale ingresso in città.

borgo antico vieste

Quali sono i percorsi per gli appassionati di archeologia?

Pare che la città fosse abitata fin dal Paleolitico: a testimonianza rimangono alcune tombe risalenti all’età del ferro, in prossimità del Castello. In contrada Molinella sorgeva inoltre un dolmen, andato purtroppo distrutto negli ultimi decenni.
D’interesse archeologico sono anche le necropoli paleocristiane, veri e propri loculi scavati nella roccia destinati a raccogliere il corpo o le ceneri del defunto.

E per gli amanti del verde?

foresta_umbra

Dovete recarvi nella Foresta Umbra, il polmone verde del Parco Nazionale del Gargano.
L’origine del nome è incerta: potrebbe riferirsi ad antiche popolazioni che vivevano in zona, come anche alle zone d’ombra (ombra-umbra) create dalla fitta vegetazione. Vegetazione composta soprattutto da aceri, lecci e faggi ed abitata da caprioli e picchi.
Per vedere immense distese di Ulivi Secolari dovrete invece immettervi sulla strada per Peschici. Raggiunta la città sarà anche possibile la visita ad un vecchio frantoio, che effettua vendita diretta di olio ed altri prodotti locali.

Dove dormire?

Assolutamente da consigliare è il White Hotel, non solo per le scelte di design nell’arredamento delle camere e degli spazi comuni, ma anche per l’abbondante e deliziosa colazione su terrazza vista mare. Merita ancora una menzione la piscina allungata con cromoterapia, con servizio di cocktail bar al tavolo… anzi, sul lettino!

Dove mangiare?

il capriccio

Il miglior ristorante è Il Capriccio, direttamente sul molo del porto turistico: la cucina di pesce è ricercata ed innaffiata da vini di ottima qualità.
Più caratteristico è il Trabucco da Mimì, nella vicina Peschici: il pesce è naturalmente freschissimo e il panorama mozzafiato.

Testi: Claudia Sole

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