Venezia: fra sentieri di acqua, di cielo e di terra


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Celebrata da artisti, registi e scrittori d’ogni epoca per via della sua unicità, Venezia e i suoi canali si contendono con Roma il trofeo di città più visitata d’Italia.
E’ Goethe a descriverla come un connubio di sentieri di acqua, cielo e terra, ma non fu di certo l’unico a restituirne un’immagine così suggestiva. A tal proposito, vogliamo ricordare le parole di Le Corbusier che, recatosi qui per la costruzione dell’ospedale, ebbe modo di definirla il più prodigioso evento urbanistico nella storia dell’uomo. O ancora Guccini, che in una delle sue canzoni recitò:

Venezia appoggiata sul mare
la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi
Venezia la vende ai turisti
che cercano in mezzo alla gente l’Europa o l’Oriente
che guardano alzarsi alla sera
il fumo o la rabbia di Porto Marghera

E quale immagine può essere più vicina alla realtà se non quella di una città in bilico fra Oriente e Occidente: questa natura ibrida la si ritrova nei palazzi, nei cibi e in quel riverbero di luce così particolare che non può trovare eguali se non in lontani paesi dell’est.
Il modo migliore per visitarla è quello di lasciar stare segnali e mappe, di non aver fretta di recarsi nella celebre Piazza San Marco e di lasciarsi trascinare liberi e disorientati dai suoi stretti vicoli, dai campi e i campielli e dai romantici ponti.
Oppure lasciare che i canali ne restituiscano una prima immagine, girandola a bordo di una gondola o di un vaporetto.
Siete dunque pronti, per dirla alla veneziana, di “andar via bisegnando? Qua ghe ne xe anca pa ‘i beati paoli”! (cfr. di andar cercando ovunque? Che qui ce n’è per tutti!).

Come appare Venezia dall’alto?

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Assomiglia ad un grosso pesce formato da 6 aree, dette sestieri: Canaregio, Santa Croce, Dorsoduro, San Marco, Castello e San Polo.
In tutto è costituita da 118 isolette, collegate fra loro da circa 40 ponti.

Quali sono i maggiori Canali?

Canal Grande

Sono Canal Grande e il Canale della Giudecca, collegati fra loro da Punta della dogana, un sottile triangolo anche detto Punta del Sale, in quanto fu proprio quello del sale il primo commercio che in essa si tenne, poi seguito da quello di caffè ed altre spezie provenienti dall’Oriente. Il Canal Grande, disegnando una S, taglia in due parti ben distinte il centro di Venezia: la parte “de ultra”, al di là dell’acqua, e quella “de citra”, al di qua di essa.

Perché è detta la “Serenissima”?

Per il celebre passato di Repubblica Marinara di Venezia.
Dal 1987 è inoltre nelle liste dell’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Quali personaggi storici erano veneziani?

Fra tutti, ricordiamo ad esempio: Marco Polo, Tintoretto, CanalettoCarlo Goldoni, Giacomo Casanova e Antonio Canova.

Quali sono i suoi più importanti palazzi?

ca d'oro

Guardandola dai canali, non potrà non balzare alla vista l’assoluta eterogeneità dei suoi palazzi.
Se da una parte è la facciata barocca di Ca’ Pesaro, sede della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e di un Museo d’Arte Orientale, dal lato opposto del canale è quella di Ca’ D’Oro, magnifico esempio di gotico fiorito: il palazzo deve il suo nome al fatto che in origine era caratterizzato da un rivestimento dorato. Nel medesimo stile di quest’ultimo è Ca’ Foscari, sede dell’Università di Venezia oggi, luogo per feste di rappresentanza ieri.

Quali ponti bisogna assolutamente attraversare?

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Anzitutto il primo, ovvero Ponte di Rialto, costruito nel lontano 1591. Ne fu autore Antonio da Ponte, che propose un progetto tanto audace da far temere circa la sua possibile resistenza. Contro ogni aspettativa del tempo, invece, il ponte è ancora in piedi ed ospita nelle sue vicinanze un mercato del pesce e della frutta. Fino al 1854 rappresentò l’unica possibilità d’attraversamento del Canal Grande a piedi, in quanto solo allora venne costruito un secondo ponte, il Ponte dell’Accademia.
Seguono poi il Ponte degli Scalzi ed il più recente Ponte della Costituzione, realizzato nel 2008 dall’architetto spagnolo Calacrava in vetro e acciaio.
Altri ponti famosi, pur non attraversando essi il Canal Grande, sono il Ponte della Libertà, in quanto è il più lungo, e il Ponte dei Sospiri. Quest’ultimo, realizzato in pietra d’Istria dall’architetto Antonio Contin nel XVII sec., collegava il Palazzo Ducale con le Prigioni Nuove, ed è così chiamato per i sospiri dei prigionieri che lo attraversavano, vedendo per l’ultima volta il mondo libero dalle sue piccole finestre (chi veniva condannato dai Dogi non poteva infatti più essere redento).

Qual è la principale piazza?

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E’  Piazza San Marco, anche perché è l’unica del centro storico a vantare il toponimo di piazza, in quanto le altre sono invece chiamate “campi” o “campielli”. All’area marciana si può accedere attraversando le due enormi colonne granitiche fronteggianti il molo. Queste giunsero qui come bottino del Sacco di Costantinopoli nel corso della Quarta Crociata (1204), ed in passato fra di esse si svolgevano le esecuzioni capitali. Ai loro apici, svettano il Leone Alato, simbolo di San Marco, e la statua di Teodoro, primo patrono di Venezia.
Accanto alla grande piazza è la cosiddetta Piazzetta, su cui si affacciano Palazzo Ducale e la Libreria. Palazzo Ducale era l’antica residenza del Doge e delle supreme magistrature veneziane, nonché prigione. Rappresenta la più grandiosa manifestazione artistica della città, con i suoi ariosi loggiati a colonnine ed archi ogivali traforati, capolavoro del gotico fiorito. Vi si accede attraverso la Porta della Carta, detta così in quanto vi era l’usanza di affiggervi le nuove leggi. Al suo interno, come già detto, erano anche le Prigioni, fra cui singolari erano i Pozzi e i Piombi: i primi, destinati ai prigionieri di rango inferiore, si trovavano nei sotterranei al di sotto del livello dell’acqua, ed erano dunque caratterizzati da un ambiente alquanto malsano; i secondi, che sorgevano sotto la copertura del tetto, erano invece destinati ai prigionieri “particolari”, fossero essi nobili, ricchi o religiosi (il più celebre fu Giacomo Casanova, che si rese responsabile di una spettacolare evasione).
Varcando nuovamente il portone verso l’esterno, sono altre due testimonianze del Sacco di Costantinopoli: due pilastri provenienti dalla Basilica di San Polieucto e i Tetrarchi. Questi ultimi, intagliati in un blocco di porfido rosso, dovrebbero per l’appunto rappresentare i 4 tetrarchi, ovvero due cesari e due augusti; ma una leggenda vuole invece vedere in essi i 4 ladroni sorpresi da San Marco a rubare il suo tesoro custodito nella Basilica, e quindi lì murati dai veneziani.
Ecco quindi, al centro della piazza, la Basilica di San Marco. Questa fu costruita nell’828 per custodire le reliquie di San Marco, trafugate da Alessandria da due mercanti veneziani: Buono da Malamocco e Rustico da Torcello. Ad esempio per la sua costruzione venne tenuta la Chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli: da qui la pianta a croce greca, le cinque cupole orientaleggianti ed il magnifico rivestimento musivo. Nei secoli, si arricchì ulteriormente di colonne, fregi, marmi, sculture, portati a Venezia dalle navi dei mercanti, spesso come materiali di spoglio. Sopra la porta principale della Basilica, era la Quadriga in bronzo dorato e argentato, oggi sostituita da una copia (l’originale è nel Museo di San Marco).
Di fronte alla Basilica svetta il Campanile di San Marco, con i suoi 98,5 m, anche detto dai veneziani “El Padron de Caxa” (cfr. Il Padrone di Casa) . L’originale crollò nel 1902, ma venne ricostruito identico in appena 10 anni. Un tempo, all’ombra di esso, sorgevano dei chioschi che vendevano vino: da qui il detto veneziano di prendere un’ombra, sinonimo di prendere un bicchiere di vino. Altre trascrizioni storiche, riportano come ai tempi della Repubblica di Venezia alcuni reati venissero puniti con il “suplissio dela cheba”, ovvero con l’esposizione del condannato in una gabbia appesa al campanile. Infine, nel 1962, lungo la canna di questo, venne istallato un ascensore in grado di portare i visitatori fino alla cella campanaria, per godersi Venezia dall’alto, in appena 30 secondi.
Ultimi edifici importanti della piazza sono infine le Procuratie, bracci lunghi che si snodano dal centro di essa, un tempo sedi dei procuratori.

Quali sono le maggiori isole?

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Sono Murano e Burano, celebri rispettivamente per la lavorazione del vetro e dei merletti. Le vetrerie di Murano sono in attività da prima dell’anno Mille ed hanno reso l’arte vetraria della città celebre nel mondo.Proprio per questo, in passato, la legge veneziana obbligava i mastri vetrai alla residenza fissa sull’isola, concedendo di rado permessi speciali per allontanarsi da essa. A raccontare la storia millenaria di quest’arte è oggi il Museo del Vetro, che espone fra l’altro il celebre lampadario a 60 bracci vincitore della prima Esposizione Vetraria Muranese del 1864.

Quali sono altri luoghi storici della città?

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Va anzitutto citata la Collezione Peggy Guggenheim in Palazzo Venier: Peggy, nipote del magnate Solomon R. Guggenheim, raccolse questo gioiello d’arte contemporanea convinta che fosse suo dovere dare dignità alla produzione creativa del suo secolo. E riuscì nell’intento, dato che oggi la Collezione può essere considerata al primo posto fra i musei italiani di eguale genere. Fra le sezioni, degna di nota è quella dedicata a Max Ernst, suo secondo marito.
Altro edificio storico è La Fenice, teatro lirico della città. Esso fu più volte distrutto da incendi, ma sempre ricostruito più bello ed imponente. Qui ebbero degna cornice le prime rappresentazioni di grandi autori italiani come Rossini, Bellini e Giuseppe Verdi, la cui “Traviata” venne fischiata dal pubblico veneziano.
A Venezia si può infine girare fingendosi dame del Settecento, alla ricerca di tessuti pregiati o maschere della tradizione carnevalesca. I migliori luoghi per trovare i pezzi più ricercati sono sicuramente: il Venetia Studium, spaccio di cuscini di gusto esotico e dai velluti pregiati e di particolari lampade in seta e vetro; la Tessitura Fortuny, ideata sulle creazioni di Mariano Fortuny, uno dei padri della moda.

Perché a Venezia si gira in gondola?

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Questa suggestiva imbarcazione, simbolo della Venezia romantica, nacque come mezzo privato di esponenti dell’alta borghesia veneziana. E’ lunga ca. 11 m e deve il suo caratteristico colore nero alla decisione presa in seguito alla peste del 1730 di dipingerla in tal modo in segno di lutto. Il ferro di prua ha lo scopo di equilibrare l’imbarcazione, bilanciando il peso del gondoliere a poppa. La sua forma rappresenta Venezia stessa: le sei barrette in avanti sono i sestiri, l’unica all’indietro è la Giudecca, la sommità è il cappello del Doge, l’archetto sopra il dente più alto del pettine è il Ponte di Rialto, infine la forma ad S che si viene formando dall’alto verso il basso è il Canal Grande.
Girando in gondola con il proprio innamorato, uno spettacolo godibile sarà quello dei vari richiami che si fanno fra loro i gondolieri, quando essi attraversano i canali più stretti.
Di contro a questa immagine sentimentale che abbiamo dato, ci redimiamo con una citazione di Peggy Guggenheim:

Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Vivere a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro

Dove mangiare?

cantinone

Fra i tanti primati positivi, purtroppo per i turisti, Venezia ne vanta anche uno in negativo: è estremamente cara per quanto concerne il food & beverage. Per ovviare al problema, una soluzione intelligente è quella di scegliere i Bacari al posto dei ristoranti: sono questi delle tradizionali Osterie veneziane, che devono il loro nome a Bacco. Al loro interno si servono “chiceti” (cfr. piccoli assaggi) accompagnati da vino o spritz. Fra i più rinomati, citiamo:

  • All’Arco -> Infilato in un minuscolo vicolo a due passi dal ponte di Rialto, è la sosta prediletta dai veneziani che frequentano il vicino mercato del pesce e non resisitono alla tentazione dei cicheti esposti sul bancone del bar: scampi, calamari, speck e gamberi accompagnati dal pane abrustolito.
  • Cantina Do Mori -> è il bacaro più antico, frequentato fra gli altri da Casanova. Gli habitué chiedono al banco il “Francobollo”, un panino con  affettato, gorgonzola e l’inevitabile radicchio.
  • Cantinone (già Schiavi) -> offre i cicheti più raffinati di Venezia, con ostriche e pesce crudo, accompagnati da una selezione di 30 etichette di vino.

E per un buon caffè?

caffe quadri

Scegliete:

  • il Caffè Florian -> inaugurato nel 1720 da Floriano Francesconi sotto i portici delle Procuratie Nuove, è il più antico caffé italiano. Il nome originario era “Alla Venezia Trionfante”, ma fu ben presto ribattezzato “Florian” dal nome del proprietario in dialetto veneziano.
  • il Caffé Quadri -> fu fondato da Giorgio Quadri sotto i portici delle Procuratie Vecchie di ritorno dopo una lunga permanenza a Corfù. Fu da lì che riportò i chicchi necessari per la produzione della “bevanda negra”, ovvero il caffè, che comparve per la prima volta in Occidente proprio qui a Venezia. Fra i frequentatori si ricordano Stendhal, Lord Byron, Dumas, Wagner e Proust.

Quali sono i principali eventi che hanno Venezia come scenario?

Carnevale di Venezia

L’evento più folkloristico è sicuramente il Carnevale di Venezia, uno dei più antichi del mondo. Nel giorno del Giovedì Grasso si tiene il Volo dell’Angelo, dal Campanile di San Marco ad una barca ancorata al molo. In passato, a causa della morte di un equilibrista, questa usanza fu sostituita con il Volo della Colombina, ovvero un uccello di legno; ma oggi, la tradizione è stata ristabilita, e spesso ci si avvale per il Volo di personaggi famosi.
Altro evento che affonda le radici nella storia è quello della Regata delle Antiche Repubbliche Marinare: istituita nel 1955, si tiene ogni 4 anni fra maggio e luglio.
Infine, manifestazione di rilievo internazionale è la Biennale di Venezia: essa si articola in diverse esposizioni multidisciplinari, fra cui quella d’arte, quella d’architettura e quella di cinema. La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ha il suo premio nel Leone d’Oro, equiparabile all’Oscar americano o alla Palma di Cannes.

Dove dormire?

ca-pisani-hotel

L’Hotel più prestigioso è il Metropole, già frequentato da personalità quali Vivaldi o Freud, e dotato di un ottimo ristorante. Ma degno di nota (e un po’ più economico) è anche il Ca’ Pisani Hotel, struttura in cui rinascimentale e moderno s’intersecano creando originali soluzioni: fra queste, ricordiamo ad esempio televisioni che sbucano fuori da lamine d’argento.
Comunque, qualsiasi albergo del centro sarà perfetto quando, affacciandosi dalle sue finestre, si aprirà lo splendido scenario della laguna di notte…

Testi: Claudia Sole

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