Chi è il miglior ritrattista del Quattrocento?

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Una delle più grandi conquiste dell’Umanesimo fu la rivalutazione dell’uomo nelle sue doti “terrene” piuttosto che per il suo rapporto con il divino. Questa visione antropocentrica porterà alla massima diffusione l’arte ritrattistica: la finalità delle opere di questo filone rappresentativo è quella di esaltare la dignità umana, e dunque sempre più i personaggi dipinti verranno indagati nella loro fierezza o nelle loro inquietudini caratteriali.
Ma chi è stato il miglior ritrattista del Quattrocento? A voi la scelta!
Di seguito vi dico la mia!

10. Andrea del Castagno

donne illustri-regina ester-uffizi

L’artista realizzerà una serie intitolata Uomini e Donne Illustri (1450 ca.), in cui personaggi che eccelsero nella politica o nella letteratura saranno analizzati attentamente nelle loro caratteristiche fisiognomiche , dedicando un’intera sezione anche alle donne. I soggetti vengono rappresentati come se fossero statue , in posizione eroica, all’interno di apposite nicchie rettangolari. La monumentalità è ottenuta mediante un punto di vista ribassato. Fra le figure più belle, spiccano quelle della Regina Ester, della Regina Tomira e della Sibilla Cumana, per quanto riguarda le donne; fra gli uomini, ricordiamo invece Dante, Farinata degli Uberti Pippo Spano.

9. Benozzo Gozzoli

cavalcata magi-dettaglio

Benozzo non realizza dei veri e propri ritratti individuali, ma lo studio analitico dei personaggi viene incluso all’interno di lavori portentosi, come ad esempio La Cavalcata dei Magi (1460): in questa opera, infatti, trasse pretesto dall’episodio biblico per rappresentare le illustri personalità del suo tempo, primi fra tutti i Medici, abbigliati come i Magi. Egli stesso si eternò all’interno della Cavalcata, mentre guarda verso lo spettatore: si rende riconoscibile attraverso il tipico berretto rosso.

8. Ghirlandaio

conferma della regola

Anche il Ghirlandaio, come Benozzo, include i suoi ritratti all’inteno di opere di altro genere, per lo più in soggetti a matrice religiosa: le storie sacre, dunque, molto spesso diventano un semplice pretesto per rappresentare la sua gente, ovvero l’ambiente mediceo. Questo gli permise in breve tempo di raggiungere una grande fama: infatti, i committenti si sentivano appagati nel vedersi ritratti sulle pareti di quei luoghi che li vedevano ogni giorno protagonisti della vita cittadina; a ciò era inoltre da aggiungere l’indubbio ritorno che ricevevano dall’essere riconosciuti anche dal popolo fiorentino in quell’esaltazione che di loro era stata realizzata dal nostro Domenico. In tal senso, mi sento di citare la Conferma della Regola in Santa Trinità Firenze: fra i personaggi, infatti, sono assolutamente riconoscibili Lorenzo il Magnifico e i suoi figli, accompagnati questi ultimi dal grande letterato Angelo Poliziano.

7. Botticelli

ritratto di uomo con medaglia-uffiziBotticelli è uno dei primi a trarre insegnamento dalla pittura fiamminga, non ritraendo più soggetti di profilo bensì di tre quarti. E’ questa la posa prescelta nel Ritratto d’uomo con medaglia, in cui l’effigiato dovrebbe essere Cosimo de’ Medici. E’ rappresentato con la sua folta chioma fermata da un berretto rosso, gli occhi fissi al di fuori del quadro ed un’espressione malinconica ed imbronciata. Indubitabile l’intensità psicologica di cui è dotata la figura, proprio per via del contatto visivo diretto che si viene a creare con lo spettatore.

6. Pollaiolo

ritratto di donna-milano

Di questo artista bisogna riconoscere il “primato del disegno”: nel modellare le sue figure, si serve di una linea di contorno netta, orientata a limitare corpi solidi e ben proporzionati. A dimostrazione di questo, sono i suoi innumerevoli Ritratti di Dama, dove la linea, morbida ma definita, va ad accarezzare il profilo gentile delle nobildonne effigiate conferendo loro un eccezionale carisma. La sua migliore opera in tal senso è il Ritratto di donna, conservato al Museo Poldi Pezzoli di Milano.

5. Filippino Lippi

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Filippino, nei suoi ritratti, riesce a raggiungere un perfetto connubio fra la componente fisica e quella intellettuale. Massimo esempio di ciò è rappresentato dal Ritratto di giovane, conservato alla National Gallery di Washington: le caratteristiche fisiognomiche sono restituite con grande abilità, in una sintesi fra realtà ed idealizzazione; il personaggio è però effigiato in una posa meditabonda, che dunque ci porta ad indagare nel suo animo, che tentiamo di scrutare attraverso i suoi occhi fissi verso di noi.

4. Rogier van der Weyden

ritratto di giovane van der weydenQuesto artista fiammingo, erede della scuola di Campin e Van Eyeck, si distinse per la capacità di indagare nella psicologia dei suoi effigiati. Si pensi al Ritratto di giovane ignota, in cui la figura risulta tanto intensa e per il suo emergere dal fondo scuro, e per lo sguardo direttamente rivolto verso lo spettatore.Il bel viso spicca per l’incarnato chiaro, che poco si scosta dal bianco della cuffia. I grandi occhi chiari sono altamente espressivi. Questo modello fiammingo tanto influenzerà l’arte italiana.

3. Perugino

perugino - ritratto di giovaneIl Vasari non scriveva bene di Perugino, per quanto riguardava la sua dote di ritrattista; diceva: “era talmente la dottrina dell’arte sua ridotta a maniera, ch’e’ faceva a tutte le figure un’aria medesima”. Non può essere però il caso di quadri come il Ritratto di Francesco Delle Opere, del suo stesso Autoritratto o questo Ritratto di giovane, per cui a lungo è sussistito un dubbio d’attribuzione ma che oggi è quasi universalmente riconosciuto come opera dell’artista umbro. Qui l’indagine psicologica è tanto profonda, che pare poter leggere dagli occhi di questo giovane le sue speranze ed i suoi turbamenti.

2. Antonello da Messina

ritratto di uomo-londra

Antonello da Messina è più che mai l’artista della “partecipazione umana”: nelle sue opere tutto è assolutamente reale e i personaggi sembrano acquisire la carnalità che gli è propria. Egli fa sue le influenze del modello fiammingo: e così, se in Italia si era soliti rappresentare  i soggetti in maniera idealizzata e di profilo, Antonello dispone le figure di tre quarti e le staglia su di uno sfondo scuro, come per l’appunto nei prototipi fiamminghi. La sua arte ritrattista ne acquista assolutamente in intensità. Fra i più begli esempi, possiamo citare il Ritratto d’uomo, conservato alla National Gallery di Londra.

1. Leonardo da Vinci

donna con l'ermellino-cracoviaIl Vasari, parlando della capacità ritrattistica leonardesca, sosteneva che l’artista fosse in grado di dare alle sue figure “il moto e il fiato”.Egli dunque cercava delle corrispondenze fra i tratti fisiognomici e i “moti dell’animo”, indagando sugli aspetti psicologici e le qualità morali del personaggio ritratto.Consideriamo, ad esempio, “La Belle Ferroniere” (1490): oggetto del ritratto è una bella dama, raffigurata a mezzo busto e di tre quarti, dove a colpire è soprattutto lo sguardo intenso che sfugge aristocraticamente all’attenzione su di lei posta dall’osservatore.
Dello stesso anno è anche la “Dama con l’Ermellino”, in cui Leonardo tenta un trasferimento alla donna delle doti dell’animale che essa tiene in grembo, essendo l’ermellino simbolo di purezza ed incorruttibilità.
Il ritratto più famoso del mondo è poi “La Gioconda”, con il suo sorriso ambiguo denso di profondità psicologiche.

 

Testi: Claudia Sole

 

 

 

 

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2 thoughts on “Chi è il miglior ritrattista del Quattrocento?

  1. iL COMMENTO LO LASCIO SOLTANTO SUL ITRATTO DI iGNOTA, DEL pOLLAOLO.
    nON è UN COMMENTO ARTISTICO PERCHè NON NE SAREI CCAPAC,MA MI SENTO DI POTER FAR SENTIRE UNA TESTIMONIANZA FRA I COMMENTI CHE L’aUTRICE DI USTO ARTICOLO SI ASPETTA.

  2. Non un commento artistico ( non ne sarei all’altezza)
    Ma mi permetta di inserire una semplice testimonianza personale.
    Ho 93 anni. Fin d piccolo,, uando ancora non muovi i primi passi e devi trascorrere varie ore nella culla guardando intorno le “cose” che ti stimolano attenzione e fantasia, e poi avanti negli anni dell’infanzia e dellla giovinezza,quando lo sguardo ti cadeva su uel ritratto che, appeso per decenni a uella parete, ti sollecitava la fantasia,sempre più intensamente mi chiedevo:non guarda me, ma chi guarda ? a che cosa pensa ?quello sguardo si perde in un infinito ? in un sogno? in un ricordo ?

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