La Febbre dell’Oro (1925) – Chaplin


VOTO: 10 –

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Charlot parte alla volta dell’Alaska in cerca d’oro. Sorpreso dalla bufera, trova riparo in un rifugio in cui già è presente un ospite: si tratta di un fuorilegge, Black Larson. Ben presto sarà dei loro anche Big Jim, che lì vicino ha trovato la sua montagna d’oro ma che, analogamente agli altri, in quel momento ha bisogno di proteggersi dalle intemperie. I 3 convivono per qualche giorno, sfidando il freddo e la fame. Quindi, le loro strade si divideranno. Big Jim sarà “tenuto lontano” dalla sua fortuna a causa di una perdita di memoria. Ma quando, a distanza di tempo, rincontra Charlot capisce che non tutto è perduto. Quest’ultimo lo aiuterà infatti nella “ricerca del tesoro”: allora potrà conquistare forse una dignità, nonché il cuore della bella Georgia…

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Questo film è davvero tanta meraviglia! Si ride, si piange, si spera, ci si commuove! In pratica, si prende parte attiva ad ogni scena. Inizialmente, è come fossimo anche noi fra gli ospiti del rifugio, a mangiare scarponi stufati o a scambiare uomini per tacchini, in preda alle allucinazioni… E, a poco a poco, la vicinanza non si fa soltanto “fisica”, ma anche e soprattutto “emotiva”: nella scena della cena di Capodanno, sogniamo con Charlot che sia onorata la sua tavola imbandita, mentre lui organizza per i suoi commensali lo spettacolo della danza dei panini… e con lui soffriamo dietro un vetro oltre il quale tutti ridono, scherzano e salutano il nuovo anno. Perché non c’è ricchezza che possa colmare un’esistenza senza amore… E se c’è l’amore??? Andate pure tutti al diavolo!!!

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