Le Città Fantasma d’Italia


città-fantasma

Esistono nel nostro Bel Paese dei villaggi in cui il tempo sembra essersi fermato. Dei borghi dove il corso della vita è stato da tempo interrotto da calamità naturali, che hanno spinto la popolazione a trovare rifugio altrove. Dei paesini dove il tutto si esaurisce in antichi ruderi ed in strade non più calpestate, se non da qualche curioso turista in cerca di misteri.
Sono queste le città-fantasma di cui è costellato il territorio nazionale, luoghi abbandonati, ma proprio per questo estremamente suggestivi.
Percorreremo insieme le più interessanti, da sud a nord, da est ad ovest.

Frattura Vecchia

Frattura Vecchia

E’ una piccola frazione di Scanno, cittadina abruzzese che deve il suo nome alla lacerazione che si aprì alle pendici del Monte Genzana in epoca preistorica, dal quale ebbe origine il lago su cui ancora oggi si affaccia. Nel 1915, il terremoto della Marsica generò una nuova frattura che rase al suolo la città, da quel momento non più abitata. In essa, solo l’acqua sembra avere ancora vita: quella che sgorga dalla bella fontana al suo ingresso, o quella che riempe le vasche usate un tempo come abbeveratoi per il bestiame. Tutt’intorno sono case di pietra diroccate, avvolte da fitta vegetazione che a settembre si colora delle tinte dell’autunno. Per il suo fascino di locus amoenus fu scelta come location per il film “Uomini e lupi”, con Silvana Mangano.

Fabbriche di Caregine

Fabbriche di Careggine

Il nome di questa cittadina toscana ne ricorda il passato come centro di produzione di ferro, ben presto decaduto e perciò trasformato in bacino idroelettrico durante il regime fascista. Ciò comportò la costruzione di una diga alta 92 m e il graduale inabissamento del borgo medievale, che però venne riportato alla luce per ben quattro volte durante i lavori di manutenzione della diga, che richiedevano lo svuotamento del lago artificiale. 1958, 1974, 1983, 1994: queste le quattro date in cui si poté assistere al miracolo del riaffioramento delle antiche arcate, delle case di pietra, del traballante campanile. Migliaia di curiosi si recarono sul luogo per assistere al temporaneo risveglio dello spettrale villaggio sommerso, un villaggio in cui il corso del tempo si era fermato agli anni cinquanta. E qui la storia cominciò a confondersi inevitabilmente con le superstizioni popolari: gli antichi abitanti, ormai anziani, cominciarono infatti a raccontare di certe notti di luna piena in cui, nonostante l’inabissamento del borgo, dalla città nuova si potevano sentire distintamente i rintocchi della campana dell’antico campanile; una sorta di richiamo mandato dalle anime che un tempo abitavano il paese e che sarebbero rimaste lì ad aspettare.
Negli ultimi anni, tra gli addetti ai lavori, cominciò a circolare l’idea di costruire un ponte tibetano ed una cupola di vetro che rendessero visibile la città per tutto l’anno, ma ad oggi i lavori sono fermi e la situazione è inalterata. Si continua dunque ad aspettare ardentemente la nuova data in cui la diga sarà svuotata, risvegliando una volta ancora questa suggestiva città-fantasma. Voi ci sarete?

Craco

Craco

Nel cuore della Basilicata, a metà strada fra i monti e il mare, è questo centro dimenticato: città una volta, ma poi evacuato nel 1963, a seguito di una disastrosa frana. Ma la tragedia ne decretò l’estremo fascino: si cominciò a parlare di arcane entità aleggianti in quelle case disabitate, in grado di far sentire la loro presenza a chi si fosse avventurato in loco con strane grida, voci sussurrate ed enigmatici segnali luminosi. La sua aura “soprannaturale” la rese interessante anche per l’industria cinematografica: qui si girarono, fra gli altri, Cristo si è fermato ad Eboli e La Passione di Cristo.

Galeria Antica

galeria antica

Di fondazione etrusca, sorge su uno sperone tufaceo a strapiombo sul fiume Arrone, nel Lazio. Era una città fortificata, che vide la sua fortuna durante la dominazione degli Orsini, ma ad oggi rimangono a sua testimonianza solo case “sgretolate” (cit. Thomas Ashby) ed un alone di fitto mistero. Si narra infatti che, a partire dal XVIII sec., gli abitanti del luogo cominciarono inspiegabilmente a morire. Una dopo l’altra, quelle morti provocarono un tracollo demografico: ad oggi si è pensato alla malaria come causa dei decessi, ma nessuno potrà mai definirlo con certezza. Tanto più che, appena un secolo dopo, un altro fatto singolare ne decretò il completo abbandono. Anche questo rimane ad oggi segreto. Si sa soltanto che, in un dato momento, la gente del luogo cominciò a fuggirne di tutta fretta, tanto da abbandonare lì non solamente gli oggetti di prima necessità, ma anche i cadaveri, deposti sui carretti, che avrebbero dovuto essere seppelliti fuori dalle mura. Quei corpi trovarono perenne riposo soltanto mezzo secolo più tardi. Ma da allora a Galeria Antica non volle più vivere nessuno…

 

Testi: Claudia Sole

Altri Articoli:

Ti è piaciuto il mio articolo? Condividilo subito con tutti i tuoi amici!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *